“Coltivare le proprie ambizioni di lavoro e carriera anche se non si hanno adeguati mezzi economici è una sfida che riguarda molti studenti.”

Così il Sole 24 ore introduce Impact, un prestito d’onore per studenti meritevoli che si differenzia dai classici fondi perchè pensa al futuro delle nuove generazioni, mettendo a disposizione 250 mln di euro a chi, in genere, viene identificato come “primo escluso” dal credito bancario.

Questo fido non ha bisogno di nessun tipo di garanzia e può essere cumulabile con DSU e altre borse di studio e/o agevolazioni fiscali, è stato introdotto per la prima volta nel 2001, ma ora è stato rimodulato ed esteso a tutti gli universitari d’Italia.

I criteri per usufruire del fido bancario sono 20 CFU già acquisiti o l’80% del numero di esami, arrotondato a unità inferiore. La richiesta può essere fatta da qualunque iscritto all’università e a qualunque anno.
Per chi invece studia alla magistrale basterà presentare solamente l’attestazione dell’iscrizione.

Per mantenere il fido è necessario maturare 20 CFU ogni semestre. Si ammette tempo in aggiunta agli studi e una sospensione del servizio di 6 mesi. Se non si raggiungono i criteri di CFU ma si recupera nei successivi 3 semestri si possono chiedere ugualmente i fidi, altrimenti il servizio si blocca.
Nel caso di corsi annuali, invece, si prevede che il semestre intermedio vada bene e la verifica dei criteri di merito avverrà alla fine con un minimo di 40CFU.

La disponibilità del fido sarà di 1500€ come se risiedi nella stessa provincia dove studi, 2500€ per i fuori sede, mentre per i costi master di secondo livello o esperienza all’estero la disponibilità sarà senza platfond.
Il fido verrà aumentato con cadenza semestrale ed è incluso in un conto gratuito, a disposizione dello studente, che lo potrà utilizzare come proprio conto.

Al termine del fido ci saranno due anni di ponte, poi la banca contatterà il cliente per concordare un piano di ammortamento che può arrivare fino a 30 anni.
Il fido vanta di un tasso molto basso, del 2%, con l’unico scopo di coprire le spese di gestione bancarie e dove gli interessi del prestito vengono tutti versati nel fondo in modo da accrescere l’efficacia con un meccanismo virtuoso di tipo bancario.

La fase di restituzione, invece, si avvalerà di due tassi distinti: uno per i primi anni fino ai due di pausa e uno per gli anni che si impiegheranno a saldare il debito. Si potrà sospendere la restituzione per tre volte in caso di difficoltà.
Inoltre può anche essere visto come uno strumento utile alle famiglie per far sì che i ragazzi imparino a gestirsi un budget.

Perché Intesa Sanpaolo si vuol rendere così disponibile e aperta per i giovani? Purtroppo in Italia c’è un numero basso di universitari; ci si mette in media 7,5 anni per laurearsi. I costi sono alti, ancora più per i fuori sede ed i tassi di iscrizione sono bassi fin dalle superiori.

“La prima iniziativa del nostro Fondo di Impatto è destinata all’educazione universitaria perché riteniamo l’istruzione un fattore chiave per la crescita economica e sociale del Paese”

Vi riportiamo il link dell’articolo de Il Sole 24 Ore e vi informiamo che a breve probabilmente verrà organizzato un piccolo evento in Ateneo per presentare meglio questa iniziativa, che è partita lunedì 25 febbraio.

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Priscilla Morbin
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