Ieri mattina è stata depositata l’ordinanza N°42/2015 con cui il Consiglio di Stato, dopo che nella primavera scorsa aveva posticipato la data, si è pronunciato sul ricorso del Politecnico di Milano e del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca per la riforma della sentenza del T.A.R. Lombardia n.1348/2013, concernente l’approvazione delle linee strategiche di ateneo 2012-2014 deliberate dal Senato Accademico, con cui di fatto veniva intrapreso il percorso di internazionalizzazione dell’Ateneo.

In particolare nell’ordinanza si evince che il Politecnico di Milano, secondo il CdS, ha agito in modo legittimo e nel rispetto della legge. Infatti la legge n.240 del 2010 (legge Gelmini) nell’art. 2, comma 2, lett. l), dove sostanzialmente si concede agli atenei la facoltà di istituire insegnamenti, corsi di studio e forme di selezione in lingua straniera, secondo il CdS, ha una portata di innovazione di sistema del principio espresso dall’art. 271 del Regio Decreto n. 1592 del 1933, assolvendo quindi apparentemente il Politecnico di Milano, contrariamente alle considerazioni su cui ha aveva sentenziato il TAR.

La partita però non è finita. Il Consiglio di Stato ora sposta l’attenzione sulla costituzionalità stessa dell’articolo di legge a cui si fa riferimento, passando di fatto la palla alla Corte costituzionale. Come riportato nell’ordinanza, si solleva la questione di legittimità costituzionale dell’art. 2, comma 2, lett. l) della legge 30 dicembre 2010, n. 240, “rafforzamento dell’internazionalizzazione anche attraverso una maggiore mobilità dei docenti e degli studenti, programmi integrati di studio, iniziative di cooperazione interuniversitaria per attività di studio e di ricerca e l’attivazione, nell’ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente, di insegnamenti, di corsi di studio e di forme di selezione svolti in lingua straniera“, in riferimento agli articoli 3, 6, e 33 della Costituzione.

Sembrerà paradossale, ma ora a rischio non sono solo le lauree in inglese del Politecnico di Milano ma tutti i corsi di studio in lingua straniera del sistema universitario italiano.

La sentenza è quindi sospesa nell’attesa che la Consulta si esprimi e ci dica se nel 2015 è “costituzionale” insegnare in inglese o in una lingua diversa dall’italiano laddove un ateneo, in modo autonomamente legittimato dalla Costituzione, lo ritenga necessario.

Per ora comunque tutto continuerà a svolgersi nella normalità, gli studenti e docenti potranno andare avanti con lezioni ed esami nella tranquillità, professionalità e dedizione che ha sempre caratterizzato gli animatori del Politecnico di Milano.

Infine SvoltaStudenti ci tiene a ricordare che negli organi di rappresentanza dove ha la fortuna di partecipare, sia del Politecnico che in quelli nazionali (CNSU), attraverso il network Unilab SvoltaStudenti, si è sempre dichiarata favorevole alla strategia di internazionalizzazione del Politenico stesso e del sistema universitario in generale. Molte sono state le iniziative in questo senso: dalla ferma convinzione del ricorso al Consiglio di Stato, alla lettera al Premier Renzi, per passare ai quesiti presentati al CNSU ai ministri Carozza e Giannini, fino ad arrivare all’interrogazione parlamentare presso la Camera dei Deputati.

Lo ha sempre fatto e non si fermerà proprio ora.

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