Milano, 05 novembre 2019

Guardate l’orizzonte e non la punta delle scarpe“.

Questo è stato l’appello lanciato dal Rettore del Politecnico di Milano, Ferruccio Resta, nel suo discorso per l’inaugurazione del nuovo anno accademico, il 157esimo dell’ateno milanese fondato nel 1863.

Hanno aperto la cerimonia il Sindaco del Comune di Milano Giuseppe Sala e il Presidente della regione Lombardia Attilio Fontana, i quali hanno parlato di Milano come città universitaria pronta ad accogliere lo studente e come esempio di grande apertura mentale, collegandosi, inoltre, alla riqualificazione e al futuro del quartiere di Bovisa.

Siamo un’Università e il nostro primo compito è quello di ampliare i confini della conoscenza e di superare i limiti. Questo significa porsi obiettivi e traguardi lontani, senza un ritorno immediato, sapendo che si sta investendo sul futuro”, scandisce il Rettore Resta.

Ed è proprio questo sguardo verso il domani, questo traguardo lontano, a permettere di far arrivare fino alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) gli studenti e le autorità, ieri, presenti nell’aula Magna, grazie ad un collegamento con Luca Parmitano, il quale ricorda che lo spazio non è altro che una metafora per dire che i confini possono essere spostati sempre più in là.

I giovani hanno diritto di vivere in un Paese che garantisce l’avvenire, e non in un Paese, come ancora accade oggi, che continua a progettare il passato con un sistema legislativo e amministrativo passivo.

Ha preso, quindi, la parola il Presidente del Consiglio degli studenti Alessio Rocca (20 anni) il quale, dopo aver salutato i presenti, si è rivolto in prima persona al premier Giuseppe Conte ricordando l’importanza dell’investimento nella ricerca e nell’innovazione per costruire il futuro e affermando come la resistenza al cambiamento rallenti la crescita.

Rocca ha continuato argomentando su come l’Università debba essere il luogo di formazione dei cittadini di oggi e di domani, il fulcro attorno al quale ruota il miglioramento della società stessa, tuttavia ciò non si evince dalle politiche che continuano a portare tagli al Fondo per il Finanziamento Ordinario, fino a creare l’anomalia della figure dello studente “idoneo ma non beneficiario”!

Rocca conclude il suo discorso parlando di diritti: “Nel nostro Paese è necessaria una svolta etica che è possibile raggiungere solo con politiche a favore dei diritti e delle pari opportunità. Bisogna parlare di diritti, delle discriminazioni che non sono ancora del tutto sconfitte e della bellezza della diversità.”

E’ seguito l’intervento di Ersilia Vaudo Scarpetta (Chief Diversity Officer dell’European Space Agency (ESA)), che con la sua lectio ha riportato alla mente avvenimenti del passato quali la prima volta dell’uomo sulla luna. Tramite foto e testimonianze mostra la terra da un’altra prospettiva. “Siamo arrivati fino a qui per scoprire la luna e invece riscopriamo la terra.” Ci ha fatto riflettere lasciandoci un quesito: “quanto siamo pronti a cambiare mentalità?”.

Merito, futuro, uguaglianza e innovazione.

Queste le parole chiave della giornata, marcate ancora una volta dal ministro Elena Bonetti, la quale ci ha detto che parlare di eccellenza e merito significa permettere a tutti di esprimersi con pari opportunità e, quindi, che tutti hanno il diritto di avere l’occasione di poter mettere a frutto i talenti di cui si è dotati, per il bene dell’umanità.

E’ doveroso richiamare con forza e determinazione i sette valori fondamentali e fondanti della grande Comunità del Politecnico cosi come ha fatto Rocca a conclusione del suo intervento:

“RESPONSABILITÀ, RISPETTO, PROFESSIONALITÀ, INTEGRITÀ, FIDUCIA, EQUITÀ’ E TRASPARENZA.”

Questo è il Politecnico di Milano.

Buon Anno Accademico a tutti.

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